Interventi otoplastica

INTERVENTI OTOPLASTICA

Otoplastica per correzione di orecchie a sventola

COMPLICAZIONI

L'otoplastica per orecchie a ventola è un intervento per il quale, se si pone cura ed attenzione alle varie fasi, non si hanno in pratica complicazioni e si hanno sempre ottimi risultati con grande soddisfazione del paziente.

Le varie fasi sono come è stato detto: la  visita preoperatoria, la pianificazione dell'intervento, la preparazione del paziente, l' esecuzione dell'intervento, il postoperatorio.

Le possibili complicanze dell'otoplastica sarebbero:

  1. recidiva
  2. correzione incompleta
  3. ematoma
  4. infezione
  5. anomalie di cicatrizzazione

 

  1. Otoplastica recidiva
      La recidiva dipende da tecnica inadeguata, o magari da una tecnica adeguata ma non graduata sufficientemente alla resistenza cartilaginea del paziente.
    Va detto che un ritocco può capitare a qualsiasi chirurgo nei primi anni di attività. L'esperienza riduce praticamente a zero la percentuale di ritocchi.
  2.  

  3. Otoplastica correzione incompleta
    Qui non mi riferisco alla correzione incompleta che deriva da una recidiva. Ma alla mancata correzione di un settore che non appariva, rispetto alla sporgenza del difetto  principale.
    Una volta corretto il difetto maggiore, appare il difetto minore, che in una visita affrettata e non approfondita, non era stato evidenziato.
    Da qui l'importanza della visita preoperatoria e di un'analisi accurata delle due orecchie nei vari settori, parte alta, parte centrale, parte bassa, per pianificare la correzione anche di difetti minori, magari non  evidenti prima dell'intervento.
    E' il caso ad es. della sporgenza del lobo o della conca che passa inosservato rispetto all'anomala sporgenza  della parte alta e che si evidenzia dopo correzione completa del difetto principale.
    Occorre durante la visita preoperatoria mostrare al paziente i dettagli, indicare la correzione ideale, la posizione ideale dell'asse del padiglione auricolare e decidere in accordo con lui la correzione voluta.
  4.  

  5. Otoplastica ematoma
       L'ematoma in seguito a otoplastica o otoematoma è la raccolta di sangue a livello del padiglione auricolare con eventuale necessità di drenaggio.
    Se si seguono le regole è impossibile averlo.
    Occorre:
    • effettuare test preoperatori della coagulazione: emocromo + 
      formula, PT, PTT, Fibrinogeno;
    • non assumere aspirina, cemirit, vivin C, aulin, oki, cibalgina,bruffen e farmaci antiaggreganti piastrinici le due settimane precedenti  l'intervento.
      Questi farmaci danneggiando in maniera irreversibile le piastrine, bloccano l'aggregazione piastrinica e aumentano il sanguinamento.
      (Le piastrine sono continuamente sostituite ogni due settimane. Quindi se un paziente ha inavvertitamente assunto un farmaco di questo tipo, l'intervento può essere  rinviato in sicurezza di due settimane, quando il paziente ha piastrine nuove perfettamente funzionanti);
    • effettuare un'emostasi accurata;
    • applicare la medicazione contentiva e non toglierla per 48 ore;
    • non assumere antiaggreganti piastrinici nel postoperatorio;
  6.  

  7. Otoplastica infezione
    In 25 anni di otoplastica non ho mai visto un'infezione. Questo dipende dalla cura dell'asepsi operatoria, dalla copertura antibiotica che viene assunta di prassi come in qualsiasi intervento, dall'osservanza delle regole per la prevenzione dell'ematoma, dall'applicazione di pomata antibiotica trasparente sui punti nel postoperatorio e probabilmente anche dall'ottima vascolarizzazione del padiglione auricolare, fattore questo che si oppone alla possibilità di instaurarsi di infezioni.
  8.  

  9. Anomalie di cicatrizzazione
    La cicatrice nell'otoplastica è praticamente sempre invisibile, posta nella piega tra orecchio e testa. Non si vede nemmeno andandola a cercare. Prima di effettuare l'intervento, chiedo però sempre al paziente di mostrarmi eventuali  cicatrici che ha sul corpo. In quanto vi sono rari pazienti che hanno una tendenza a keloidi. 
    In pazienti di questo tipo basta un piccolo graffio o addirittura un normale brufolo per determinare la formazione di un keloide, che è una cicatrice rossa, spessa e rilevata.
    Se vedo pazienti di questo tipo, sconsiglio l'intervento, perché e possibile che abbia la stessa reazione nella zona di incisione, anche dopo una sutura perfetta.
    E' vero che questo tipo di cicatrici possono essere trattate, nel caso si formassero, con infiltrazione di cortisone, una al mese per 3-4 mesi oppure nei casi più resistenti con applicazioni di crioterapia.
    Però sarebbe  un fastidio aggiuntivo per il paziente, per cui, come detto, se vedo che il paziente ha già sul corpo cicatrici di questo tipo sconsiglio l'intervento, soprattutto se le orecchie non sono particolarmente antiestetiche.
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Dott. Corrado Andorno

Laurea in Medicina e Chirurgia 110/110 e Lode
Specialità Chirurgia Plastica 70/70 e Lode
25 anni esperienza nell’otoplastica